Ligabue Magazine 43

18.00

Secondo semestre 2003
Anno XXII

Nel luglio scorso, i giornali di tutto il mondo hanno pubblicato la notizia sensazionale che un astronomo australiano è riuscito a contare le stelle del firmamento. Sono 70 mila milioni di milioni, vale a dire 70 sestilioni, un 7 con 22 zeri. Il cielo stellato ha sempre esercitato un fascino misterioso sugli esseri umani, guida ai naviganti, ispirazione ai poeti e agli innamorati, fonte di speculazione per gli astrologi, visione mistica per i religiosi, e fin dai tempi biblici gli uomini hanno avvertito la curiosità di sapere quanti mai fossero gli astri che secondo Heine “parlano una lingua che nessun filosofo riesce a comprendere”, e dopo millenni di supposizioni più o meno cervellotiche, veniamo a sapere che ci sono più stelle (numerabili) che granelli di sabbia sulla Terra: come abbiano fatto a contare i granelli di sabbia non lo so, mentre al congresso dell’Unione Astronomica Internazionale di Sydney, Simon Driver della Scuola Astrofisica dell’Australian National University ha spiegato che naturalmente non ha contato le stelle una per una, ma insieme con astronomi britannici ha diviso l’universo conosciuto in “isole stellari” e con l’ausilio di telescopi sensibilissimi, ha proceduto a complicati calcoli con non meno complicati computer.

Incluso nel prezzo anche la versione digitale *

* Le versioni digitali dal n. 1 al 57 sono ottenute da una scansione del Magazine. Potrebbero pertanto presentare delle imperfezioni nella visualizzazione dei testi e delle immagini.

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Eppure, quella cifra con 22 zeri non è definitiva, perché le stelle contate sono soltanto quelle che i nostri telescopi riescono a vedere, il loro numero, dice Driver, potrebbe essere molto maggiore e alcuni pensano possa essere addirittura infinito, come forse è infinito il numero degli angeli in Paradiso. Non tutti sanno che esiste una relazione virtuale fra le stelle e gli angeli. Fin dai tempi più remoti, i patriarchi, i Padri della Chiesa, i teologi si sono posti infinite domande sulla natura degli angeli, non solo del loro sesso, ma soprattutto delle loro funzioni, e del numero dei componenti di quello che nella Genesi e nel Deuteronomio è chiamato “l’esercito del Cielo”.

Nel vangelo di Matteo, si parla di 12 legioni di angeli mandate dal Padre a colui che lo chiede, e 12 legioni nel periodo imperiale comprendono 70.000 uomini, quindi 70.000 angeli per una persona sola! Nel 1953, lo svizzero Otto Ophan, reputato uno dei massimi esperti in angelologia, ha pubblicato un volume intitolato “Gli angeli” in cui è detto tutto quello che è possibile conoscere di queste sublimi creature e riferisce la congettura pi๠attendibile che “il loro numero sia in relazione al numero degli astri, partendo dall’ipotesi in forza della quale accanto ad ogni astro ci sarebbe uno spirito che lo muove”.

Questo mio breve excursus sidereo non è altro che un invito a leggere a pag. 88 l’articolo di Bruno Berti sulla formazione del sistema solare 5 miliardi di anni fa, e, secondo tale ipotesi, come e quando comparve la vita sulla Terra. Berti è il ricercatore naturalista ben noto ai nostri lettori, è collaboratore della Società Veneziana di Scienze naturali, responsabile della fotografia al Centro Studi Ricerche Ligabue.

E adesso, guidati dalla Stella Polare, raggiungiamo l’Antartide, un continente tuttora “Terra incognita”, e secondo quanto ci dice a pag. 202 Carla Poma, un laboratorio naturale ideale per lo studio dell’atmosfera, dell’idrosfera, della criosfera, della litosfera e della biosfera. Basterebbe questo per farci capire l’interesse che questa immensa massa di ghiaccio desta negli scienziati di tutto il mondo, senza contare le contese internazionali per i diritti della pesca del krill, minuscoli crostacei dal peso di l,2 grammi e che si riproducono a colpi di miliardi per volta.

La dott. Carla Poma, Direttore Unità Formazione nella Direzione del Personale dell’ENEA, riesce a rivelarci molti misteri racchiusi in quei 14 milioni di chilometri quadrati di ghiacci fra cui la presenza di migliaia di meteoriti rimasti prigionieri nel tempo in cui l’Antartide faceva parte del supercontinente Gondwana. Andiamo indietro di più di 4 milioni di anni. E c’è chi subisce il fascino degli iceberg che slittano sul ghiaccio come castelli incantati: sono parole di Lucia Simion, dottoressa in medicina, ma che ha abbandonato il camice bianco e lasciata la sua Milano, si è trasferita a Parigi, è diventata giornalista professionista, eccellente fotografa, e ha partecipato a quattro spedizioni in Antartide.

A pag. 214 Lucia Simion ci descrive la vita degli scienziati italiani, un’ottantina, che da ottobre a febbraio, i mesi dell’estate australe, vivono nel villaggio di Baia Terra Nova sul Mare di Ross per compiere gli studi previsti dal Progetto Nazionale di Ricerche in Antartide.
E’ un mondo a noi sconosciuto dove avvengono cose straordinarie, rivelando via via le scoperte più disparate, sui meteoriti e sui pinguini, e sul quel mistero seducente chiamato poeticamente il “vagito dell’Universo” nelle fasi primordiali del Big Bang.

Anni fa un impresario americano tentò di organizzare un concerto con quattro famosi violinisti che avrebbero dovuto eseguire insieme e contemporaneamente la stessa sonata di Paganini. La stravaganza musicale non si realizzò perchè nessuno dei solisti invitati accettò di partecipare a quel miscuglio di trilli, mentre il Ligabue Magazine è riuscito a riunire in perfetta sintonia in un solo articolo l’opera di quattro virtuosi dell’antropologia. Difatti, a pag. 118, troverete questa rarità sulla vita e la cultura degli uomini dell’età della pietra dopo lunghi studi in una provincia orientale dell’Indonesia in una composizione di Gunter e Ursula Konrad, che in 25 anni di ricerche sull’arte Asmat hanno prodotto gran numero di pubblicazioni per far conoscere gli artisti Asmat; Monsignor Alphonse A. Sowada, dal 1969 Vescovo cattolico della zona di Asmat, missionario, antropologo, iniziatore del Museo della Cultura e del Progresso in Agats/Asmat; il quarto di questo gruppo d’eccezione è il paleontologo Giancarlo Ligabue.

La lettura di questo saggio rivela molte sorprese fra cui quella di scoprire quante cose si possono imparare da uomini che vivono nella foresta vergine.
Questa pagina non è dilatabile, e sono costretto a citare solo i titoli degli altri articoli che meriterebbero a loro volta i massimi elogi: a pag. 164 Luis M. Chiappe, curatore e preside del Dipartimento di Paleontologia dei Vertebrati al Museo di Storia Naturale di Los Angeles, parla delle inesauribili ricerche sui dinosauri nell’Asia Centrale, dove le scoperte destano continue sorprese.

A pag. 24, Adriano Favaro, esploratore e collaboratore di questa rivista che ha partecipato a diverse spedizioni del C.S.R. Ligabue, narra la scoperta di Caral, la più antica città dell’America Meridionale. Infine, con curiosità: Piero Gratton, viaggiando in tutti i continenti ha raccolto i più strani e originali strumenti musicali, che descrive a pag. 52 assieme a Luizio Capraro, il grafico d’eccezione a cui è affidato il successo d’immagine del Ligabue Magazine.

Buona Lettura.

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